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tv | 28/04/2008 17.27
Current in arrivo

Current TV è in arrivo anche in Italia attraverso la piattaforma SKY. Il canale è basato sul crowdsourcing e invita il pubblico a diventare autore e produttore dei microprogrammi con cui viene costruito il palinsesto.
 
È un esperimento di media crossing che va seguito, anche se ho la sensazione che si tratti di qualcosa di già stanco prima di nascere.
 
Sento una specie di forzatura di base, più che dare nuovo spazio a un fenomeno già largamente presente su internet attraverso YouTube & C., mi pare un tentativo di addomesticare forze nuove al servizio di logiche vecchie (audience, pubblicità, ecc.).
 
Poi magari mi sbaglio...

TT:

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tv | 09/01/2008 10.18
La censura di Decameron


 
Affronto l'argomento adesso che l'eco della cosa si è un po' spento, perché a palle ferme si ragiona meglio (forse).
 
Trovo che Luttazzi sia una delle menti più acute in circolazione, un autore preparatissimo e con una straordinaria capacità di rottura delle convenzioni.
 
Queste sue qualità lo collocano in uno spazio tutto suo, i paragoni che spesso si fanno con Grillo, la Guzzanti o altri autori della "satira" combattiva di questi anni, reggono fino a un certo punto.
 
Luttazzi va oltre, facendo scelte difficili e io credo di reale valore artistico (senza con questo voler togliere agli altri i loro meriti quando ci sono). È l'unico che ho visto spezzare il patto con il pubblico negli spettacoli teatrali, creando momenti in sala di vera tensione emotiva. Attimi in cui la "convenzione" del rapporto attore-spettatore si rompe e si entra in uno spazio che il pubblico non conosce e non sa come gestire.
 
La prima tentazione è quella di dire che ci sono limiti che non vanno superati, o che certi eccessi derivano solo dalla voglia di stupire e di attirare attenzione, o dalla incapacità di riconoscere i limiti del comune senso del pudore.
 
Qualcuno pensa anche che la censura, tutto sommato, paghi. Dalla censura deriva una pubblicità enorme per il censurato, la censura riempie le platee dei teatri e dei palazzi dello sport, fa vendere i DVD e popola i siti internet.
 
Credo però che nel caso di Luttazzi queste componenti siano secondarie. Alla fine lui mi sembra una delle poche cose davvero vive e potenti di questo periodo un po' triste.
 
Purtroppo non lo conosco di persona, ma lo trovo una persona con una cultura immensa, una grandissima preparazione, un'intelligenza sfacciatamente superiore alla media e impegnata in un percorso (forse un po' autolesionista) da sincero paladino del "libero pensiero".
 
E i liberi pensatori hanno sempre dato fastidio, ecco perché vanno censurati.

TT:

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tv | 15/05/2006 12.36
Frontline è online


 
Grazie alla newsletter di Dispenser scopro che la rete americana PBS ha reso disponibile i documentari della serie Frontline sul proprio sito internet.
 
Si tratta di inchieste e reportage giornalistici di alto livello caratterizzate dal tipico approccio indipendente di questa televisione "culturale" made in USA. I documentari sono corredati da una guida per gli insegnanti che vogliano utilizzarli per attività educative. Il materiale è ovviamente in inglese, ma per chi ha difficoltà a capire la lingua dall'audio dei filmati viene resa disponibile una trascrizione del testo.
 
Grazie PBS!

TT:

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tv | 11/03/2006 21.49
Sciopero dei telespettatori


 
Oggi e domani sono giornate di sciopero per gli spettatori tv. L'idea è di Esterni una fucina di progetti culturali molto attiva a Milano e promotrice del Sindacato dei Telespettatori. La cosa divertente è che, almeno nelle intenzioni degli organizzatori, chi si presenta in queste giornate nei luoghi d'arte, cultura e divertimento, munito del proprio telecomando, riceve sconti e agevolazioni. Non so quante adesioni ci siano state, ma la provocazione è apprezzabile. Tutte le informazioni le trovate qui.

TT:

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tv | 09/10/2005
Rai life

Capita di essere insonni in un sabato sera di ottobre, a bologna, con la pioggia che cade da quattro giorni praticamente senza interruzione. Capita anche di fare zapping in tv, tra un dvd e l'altro, e di imbattersi nella decima puntata di un programma che si intitola Rai Life. Pare che dovrebbe salvare la vita ai giovani, convincendoli di quanto sia out lo sballo.
 
Peccato quindi che tale nobile intento si vada ad infrangere nella coduzione di uno coi capelli da Big Jim (ma proprio uguali, di plastica) che non sa cosa dire e come dirlo, in un parterre di ospiti tremendo, ggiovani semifamosi in preda a raptus acuti di banalità e denuncie che neanche Ruini si sognerebbe di fare. L'unico che si salva è il più anziano di tutti, Nino Marazzita, uno psicologo che dice cose non rivoluzionare, ma almeno sensate, e che per questo finisce per sembrare il trasgressivo della trasmissione.
 
E' veramente triste che la tv si affidi a canoni ciellini per parlare di cose serie, importanti, e assuma un tono che neanche nelle sacrestie. L'unica consolazione è che, a parte me, probabilmente questo programma non lo sta guardando nessuno...

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tv | 26/08/2005 1.13
Il Sig. Monk e le sue ossessioni.


Rete 4 per me è una rete che non c'è: non mi capita mai, neanche per sbaglio, di finirci (è l'unico tasto del mio vecchio telecomando ad avere ancora il numero leggibile). Ho accolto con curiosità e sospetto, quindi, il consiglio di mio padre: "C'è un nuovo telefilm su Rete4 che può piacerti, a metà tra il giallo e la commedia...". Dopo il primo segnale, un articolo tipo questo. D'estate le mie difese si abbassano notevolmente e mi sono arreso subito all'idea di vedere la rete delle soap, dei cervelloni e di sipario.
Bene, valeva la pena superare questi sani pregiudizi perchè il telefilm è veramente carino, con un personaggio sopra le righe che suscita empatia istantanea.

Questo detective 50enne afflitto da mille manie ossessivo compulsive è insieme genio e imbecillità, ammirato e tenuto a distanza, solo e pieno di rapporti sociali. L'apice della ineluttabilità della sua condizione è stato raggiunto, stasera, nel colloquio con lo psichiatra: mentre lui, Monk, ricorda di quando al liceo fu l'unico a non essere invitato alla festa di compleanno dell'idolo della scuola, il suo psichiatra gli confessa di esserci andato, a quella festa, e di essersi divertito come mai nella sua vita...

E' inutile parlare delle trame gialle, complesse il giusto per mantenere l'attenzione, o dei comprimari, potete immaginarveli, non ho volgia nemmeno di riflettere sul fatto che gli autori intelligenti che si avvicinano al giallo seriale sanno di non poter proporre qualcosa di nuovo negli intrecci e allora propongono detective compulsivi o paranormali o sensitivi...ma due perle meritano una segnalazione.
La prima, naturalmente, l'interpretazione di John Turturro nel ruolo del fratello matto del disadattato detective: splendida e toccante nel far sentire implodere il malessere.
La seconda, invece, la sardonica (non sarcastica, chi ha visto la puntata lo sa) presa in giro di CSI nel secondo episodio, con Monk che assiste alle riprese di un serial Tv che parla di fibre tessili guatemalteche e di strane apparecchiature di rilevamento per cercare indizi su un omicidio: la frase "ma in che pianeta è ambientato ?" e la faccia di commento è valsa da sola tutto l'episodio.

Ogni giovedì, alle 21, su Rete4.

by: pas | mostra commenti (3) | permalink

tv | 30/03/2005 12.23
Metatelevisione

Ieri sera ho visto un servizio in cui "Le Iene" smascheravano "Studio Aperto" per aver mandato in onda un servizio sugli scippi completamente finto spacciandolo per vero. La tivvù sta raggiungendo la completa autosufficienza chiudendosi in un cortocircuito perfetto in cui il contatto con il mondo reale non è più necessario. Sono indeciso se essere affascinato dal fenomeno o essere terrorizzato.

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