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gioco | 29/01/2008 14.05
Giochi per pensare


 
Passage di Jason Rohrer è un gioco molto singolare. È fatto con una manciata di pixel e pochi bit, ma costruisce una metafora piuttosto profonda. Non posso dirvi di più. Scaricatelo, giocateci due o 3 volte cercando di capire cosa state facendo esattamente. Dopo, leggetevi lo statement dell'autore. Solo dopo eh?
 
Via (non mi ricordo più dove l'ho visto).

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design | 29/01/2008 11.55
A ognuno il suo


 
Belli questi bicchieri di carta di Jaehyung Hong. Si marcano sollevando le alette del bordo inferiore in modo da riconoscerli dopo l'uso (limitandone tra l'altro lo spreco). Se bevi troppo, però, difficilmente ricorderai come avevi marcato il bicchiere, quindi regolati tu...
 
Via Yanko Design.

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la piazza | 25/01/2008 17.29
Flash mob a casa Prodi


 
Abbiamo ricevuto l'invito ad essere presenti alle 19:30 di oggi a un miniraduno solidaristico sotto casa Prodi. Non so se la notizia sia vera, ma nel dubbio, diffondiamo (in tipico stile Bel Paese).

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design | 25/01/2008 14.21
Macef desing


 

 

 
Tre bei progetti si classificano ai primi tre posti del concorso internazionale "Dining In 2015" legato al MACEF e organizzato in collaborazione con Designboom. Qui ci sono gli altri lavori in gara.

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pubblicità | 21/01/2008 13.35
Ceselli di sabbia


 
Il titolo accanto al flacone recita "Let your kids play longer". La creatività è della TBWA\RAAD, Dubai.
 
Via ADG

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pubblicità | 21/01/2008 13.32
Filo... d'arianna


 
Via ADG

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gioco | 17/01/2008 14.22
Doozla e lo scatolone


 
Avete presente quando regalate a un bambino uno splendido, enorme, gioco? Di solito il gioco sta dentro un altrettanto enorme scatolone e di solito il bambino finisce per giocare con lo scatolone e ignorare il gioco.
 
Trovo che la stessa cosa succeda per molti videogiochi pseudo-ludo-didattici, tanto elaborati e tecnologicamente autocompiacenti da finire per annoiare i bambini.
 
Questo non accade con Doozla della Plasq. Costa poco (18,07 euro), ha un'interfaccia semplice, semplice, ma molto curata sotto il profilo estetico e consente al bambino di divertirsi a lungo. Consigliato!

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personali | 16/01/2008 0.10
Cronache dalla milonga_1


 
E' solo un circolo ARCI e si trova pure in uno dei quartieri più marginali della città, ma non chiamarla balera: è una MILONGA! Richiama coppie di appassionati del tango da tutto il centro e nord Italia perché, inspiegabilmente, è considerato il punto della pianura padana che più si avvicina a Sant'Elmo, mitico quartiere di Buenos Aires. Nino ed io ci torniamo lo scorso venerdì, dopo anni di assenza (per me, ballerina discontinua: lui ci va ogni settimana).
 
Ecco, già dall'affollamento del parcheggio potremmo intuire che, dentro, un coacervo di coppie stanno pogando senza costrutto, con l'aggravante dei tacchi. In ogni caso la motivazione è alta e abbandoniamo l'auto nelle nebbie notturne del Pilastro. Entriamo. Primo problema: trovare un punto d'appoggio per cambiarmi le scarpe, togliermi i calzettoni di lana multipli e trasmormarmi in una variante credibile di milonghera. Nino mi cede cavallerescamente l'unica sedia libera del locale.
 
Incredibbole. Vengo subito invitata alle danze. La prima tanda è con Emilio (ti stai chiedendo cos'è la tanda? si tratta di una successione di 4 o 5 balli, intervallati da una pausa musicale eterogenea che consente alle coppie di sciogliersi e tornare al via con altri partner). Con Emilio ho un debito di riconoscenza: mi ha fatto ballare quando ero ancora un pezzo di legno, insomma è stato il mio Geppetto.
 
ULTIMO TANGO A ZAGAROLO.
Potrebbe essere il titolo di questa tanda. E' davvero incredibile la somiglianza fra Emilio e Franco Franchi. Stessa tipologia (umana), stesso accento (siciliano), stesso grado di romanticismo (0).
 
Ti do un esempio. Quando strofina la scarpa sul mio polpaccio, mi guarda con due occhioni che dicono 'Che ci vuoi fare, è la figura che lo prevede...'. Deve averla presa da un repertorio agli albori del XX secolo 'sta figura.
 
Nonostante Emilio sia un ballerino esperto, a più riprese finiamo per incastrarci in altre coppie che prillano e frullano, come noi, sulla pista. Risultato? Il ritmo della danza viene sbriciolato e non si riesce a ricavarne il benché minimo piacere. Questo è ciò che accade quando vai a ballare il venerdì sera! Devo ricordarmelo.
 
Ogni volta che un brano finisce, ci troviamo lambiti sui quattro lati dai corpi dei nostri vicini (e NON è una cosa piacevole, come potrebbe sembrare). Ad un certo punto sento sul mio braccio nudo come un pelo di martora, ma mi accorgo che, più prosaicamente, sto sfiorando il derma villoso di un ballerino. Però, grazie alla penombra della sala, i suoi peli appaiono come un'aura energetica che vira all'arancio. Mica male come effetto per incantare le pupe...
 
Emilio non può accorgersi di niente, impegnato com'è in due sforzi uguali e contrari: - evitare collisioni invalidanti - interpretare con nuovi, mirabolanti passi il pathos di un brano degli anni '40. Tenta a più riprese ganci doppi e tripli che io non riesco minimamente ad eseguire (cos'è un gancio? la prossima volta te lo faccio vedere).
 
Ma è una persona gentile e io torno ad appoggiare la fronte alla sua guancia, che ha il profumo rassicurante della magnesia bisurata aromatic.

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sostenibilità | 14/01/2008 17.55
Ci illuminiamo meglio


 
Nel 2008 la nostra adesione a M'illumino di meno si concretizza con il passaggio definitivo a un'energia più simpatica e sostenibile. Da fine agosto 2007, infatti, Luoghinoncomuni funziona esclusivamente a energia rinnovabile, grazie a un piccolo fornitore che Jacopo ha selezionato tra i tanti possibili.
 
Per chi se lo stesse chiedendo, il passaggio è stato indolore, le garanzie sulle origini dell'energia sono quanto di meglio si potesse sperare di ottenere in Italia, il contratto non è male e il risparmio (a parità di energia consumata) è trascurabile (non lo si fa certo per quello).
 
Non mi interessa fare pubblicità a questo fornitore in particolare, ma sottolineare il fatto che aderire a questo tipo di offerte produce un segnale di mercato e contribuisce a creare una migliore coscienza ambientale nel paese. Quindi fatelo, con chi vi pare, ma fatelo.

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design | 14/01/2008 17.43


 
Interessante (per quanto triste) illustrazione infografica di Alicia Cheng per il New York Times che riassume il bilancio delle morti causate dalla guerra in Iraq in quest'ultimo anno.
 
Via Information Aeshtetics, cliccate sull'immagine qui sopra per vedere tutta l'illustrazione.

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web | 11/01/2008 9.45
Elmanco


 
Visto che io son latitante (qui si stan pensando cose che voi umani...), fatevi un giro da Elmanco (che poi voi umani magari lo conoscete già)(che io in ste cose son sempre in ritardo)*. Mi pare sia proprio un bel blog (magari c'è un po' tanta pubblicità) però i post sono stimolanti.
 
Ad esempio la vite-saliera-pepiera che vedete qui sopra l'ho vista da lui (poi forse son bulloni). Un oggetto di design in bilico tra la decadenza dell'impero e il colpo di genio, decidete voi con comodo quale delle due, io torno a latitare.
 
*La concatenazione di parentesi è un copyright di Eio che uso senza il permesso dell'autore consapevole delle spiacevoli conseguenze che ne deriveranno.

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tv | 09/01/2008 10.18
La censura di Decameron


 
Affronto l'argomento adesso che l'eco della cosa si è un po' spento, perché a palle ferme si ragiona meglio (forse).
 
Trovo che Luttazzi sia una delle menti più acute in circolazione, un autore preparatissimo e con una straordinaria capacità di rottura delle convenzioni.
 
Queste sue qualità lo collocano in uno spazio tutto suo, i paragoni che spesso si fanno con Grillo, la Guzzanti o altri autori della "satira" combattiva di questi anni, reggono fino a un certo punto.
 
Luttazzi va oltre, facendo scelte difficili e io credo di reale valore artistico (senza con questo voler togliere agli altri i loro meriti quando ci sono). È l'unico che ho visto spezzare il patto con il pubblico negli spettacoli teatrali, creando momenti in sala di vera tensione emotiva. Attimi in cui la "convenzione" del rapporto attore-spettatore si rompe e si entra in uno spazio che il pubblico non conosce e non sa come gestire.
 
La prima tentazione è quella di dire che ci sono limiti che non vanno superati, o che certi eccessi derivano solo dalla voglia di stupire e di attirare attenzione, o dalla incapacità di riconoscere i limiti del comune senso del pudore.
 
Qualcuno pensa anche che la censura, tutto sommato, paghi. Dalla censura deriva una pubblicità enorme per il censurato, la censura riempie le platee dei teatri e dei palazzi dello sport, fa vendere i DVD e popola i siti internet.
 
Credo però che nel caso di Luttazzi queste componenti siano secondarie. Alla fine lui mi sembra una delle poche cose davvero vive e potenti di questo periodo un po' triste.
 
Purtroppo non lo conosco di persona, ma lo trovo una persona con una cultura immensa, una grandissima preparazione, un'intelligenza sfacciatamente superiore alla media e impegnata in un percorso (forse un po' autolesionista) da sincero paladino del "libero pensiero".
 
E i liberi pensatori hanno sempre dato fastidio, ecco perché vanno censurati.

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design | 03/01/2008 12.11
Standard ISO per la segnaletica pubblica


 
Il Sig. ISO ha emesso il documento Graphical symbols - Creation and design of public information symbols che stabilisce una serie di parametri da utilizzare nel design di simboli e segnaletica di pubblica utilità. Lo potete acquistare sul loro sito con soli 108,00 Franchi Svizzeri (per fortuna a noi al momento non serve).
 
È stato pubblicata inoltre una raccolta di 79 simboli grafici di pubblica utilità di uso generale che dovrebbe aiutare la standardizzazione di questo tipo di messaggi informativi (si chiama ISO 7001:2007 e la trovate qui).
 
Via europeanlaw.it

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