cucina | 30/09/2005 Dolce dilemmaOggi un nostro caro cliente ci ha gentilmente recapitato mezzo metro cubo di ottima cioccolata fondente. Ufficialmente servirebbe allo sviluppo di un nuovo progetto, ma per quello bastavano 200 gr. Siete tutti invitati ad inviare suggerimenti d'uso per la cioccolata in eccesso. by: filter | mostra commenti (5) | permalink | | fatti | 30/09/2005 Festa alle 5Oggi alle 5 miniparty in sala riunioni per l'arrivo di Matilde... Offro io! by: filter | mostra commenti (2) | permalink | | uh! | 29/09/2005 15.36 Uh!Capitolo IV - Gli uomini hanno tre neuroni Se state leggendo queste righe significa che vi sentite abbastanza forti da affrontare la verità, e come diceva Carlo Marx, la verità è rivoluzionaria (non sono proprio sicuro che fosse Marx a dirlo, ma mi sembra credibile come citazione). Ecco la verità nella sua sconcertante semplicità: gli uomini hanno tre neuroni. Dei primi due, concepiti e creati direttamente da Dio, vi ho già parlato. Il Primo Neurone è quello dominante, il più potente e primordiale. La sua funzione è sintetizzata in quella che possiamo chiamare Prima Legge dei Tre Neuroni Ogni uomo non può essere felice se non ha la pancia piena. Il Secondo Neurone, è irrimediabilmente subordinato al primo. Non è infatti in grado di svolgere in modo completo la sua attività se il primo neurone non è sufficientemente appagato. La sua essenza è riassunta dalla Seconda Legge dei Tre Neuroni Ogni uomo con la pancia piena, non può essere felice se non ha una donna con cui fare sesso. Il Terzo Neurone non è stato creato da Dio, ma è frutto di una spontanea evoluzione genetica del genere maschile. Sul perché si sia sviluppato non ho certezze, probabilmente si tratta di una delle tante bizzarrie di un creato lasciato ad evolversi senza la supervisione del suo Creatore. Comunque sia, un bel giorno, gli uomini si ritrovarono con questo neurone supplementare. I nuovi individui ‘superdotati’ capirono subito che questo scatto evolutivo rappresentava una grande opportunità. Un neurone in più poteva voler dire molte cose, sì ma quali? Come si poteva impiegare questo formidabile accessorio che avvicinava l’uomo, seppur di poco, all’inarrivabile complessità della donna? La verità è che, superato il primo entusiasmo, del Terzo Neurone, nessun uomo sapeva cosa farsene. Col passare delle generazioni e il diffondersi del Terzo Neurone nella popolazione maschile, il problema del suo utilizzo divenne via via più pressante. E’ molto probabile, e confermato da innumerevoli fonti documentali, che ci sia stato un periodo della preistoria in cui il problema del terzo neurone divenne una vera ossessione dell’umanità. Poi successe qualcosa, un uomo, nel cortile di casa, cominciò ad ammonticchiare sassolini. Non c’era una buona ragione per farlo, ma dopo aver cenato ed essersi giaciuto con la sua donna, era piacevole starsene là, nella brezza della sera, ad erigere piccole montagnette di sassolini. Quell’uomo aveva trovato uno scopo al proprio neurone aggiuntivo: aveva inventato un hobby. Con il nome di stoning (avevano provato a chiamarlo sassolaggio, ma non suonava affatto figo) l’ammonticchiare sassolini divenne subito una delle attività più trendy del momento. Le donne guardavano i propri uomini chini su quelle ridicole montagnette con quell’aria materna e compassionevole con cui spesso le donne guardano gli uomini anche per tutto il resto della giornata. Pensavano che, in fondo, non ci fosse niente di male nell’ammonticchiare sassolini. Cominciarono a ricredersi quando lo stoning cominciò a dilagare fino ad esplodere in manifestazioni sinistre e incotrollate. In Egitto si cominciarono a costruire montagne di sassolini sempre più alte, con sassi sempre più grandi che presto divennero veri e propri mattoni e infine blocchi di pietra di dimensioni enormi. In effetti è questa l’origine misteriosa delle piramidi, anche se nessun archeologo sarà mai disposto ad ammettere l’evidenza della cosa. Lo stoning si diffuse in tutte le terre abitate ramificandosi in scuole e varianti dettate dalle differenze culturali e attitudinali delle varie popolazioni. I cinesi, per esempio, elaborarono una versione che prediligeva la costruzione di muretti, piuttosto che di collinette. Di muretto in muretto, finirono per costruire la Grande Muraglia, ancora oggi uno dei pochi manufatti umani visibile dallo spazio. Nell’Europa del nord, invece, si sviluppò una variante megalitic considerata very cool e anche lievemente radical snob. Consisteva nell’utilizzare sempre meno sassolini, ma di dimensioni sempre più grandi, issati a formare portali, cerchi runici, ecc. A quel punto era chiaro che la situazione era sfuggita di mano a tutti. Ad Atlantide cominciarono ad importare sassi via nave per costruire una torre di sassi gigantesca, centinaia di migliaia di uomini lavorarono tutti assieme nel tempo libero riuscendo a costruire una struttura alta quatto chilometri. Il progetto prevedeva di arrivare a ben sei chilometri d’altezza, ma l’isola non resse il peso e si inabissò nell’oceano. Un’ecatombe. Qualcuno doveva trovare il modo di fermare queste follie. Bisognava riuscire a fornire al Terzo Neurone uno scopo meno devastante. Si doveva sostituire l’oscena ossessione per le pietre con qualcosa di più innocuo. Come anche altre volte accadde nel corso della storia umana, furono le donne a salvare il mondo. Produssero un’idea tanto rivoluzionaria quanto geniale, così potente da assorbire tutte energie del Terzo Neurone in un buon 95% della popolazione maschile e quei pochi che sfuggivano alla regola erano così numericamente esigui da non rappresentare più un pericolo. Le donne, insomma, inventarono la cura per il male che rischiava di distruggere la civiltà e compromettere la stessa presenza della razza umana sul pianeta: inventarono la Gazzetta dello Sport (avevate notato che è rosa?). Terza Legge dei Tre Neuroni Un uomo con la pancia piena e appagato sessualmente non può essere felice se non gli avete fatto l’abbonamento a Sky Sport. Capitolo precedente
by: filter | lascia un commento | permalink | | cuochi fatui | 22/09/2005 Orecchiette igienicheFai bollire delle orecchiette, riempile con cerume di canocchie, passale per 2 minuti al forno e poi mangia il cerume rimuovendolo con un cotton fioc.
by: filter | lascia un commento | permalink | | uh! | 21/09/2005 15.40 Uh!Capitolo III - Prefazione
Non cominciate subito a sollevare obiezioni. Sì, ho messo la prefazione dopo i primi due capitoli, e allora? Se l'avessi messa all'inizio l'avreste saltata (io facci quasi sempre così) e invece bisogna assolutamente leggerla prima avventurarsi oltre. Aprite bene le orecchie, gli occhi… insomma leggete con attenzione. Questa piccola opera è scritta per le donne, gli uomini possono leggerla, ma non risulterà loro utile in alcun modo. Non cambierà niente nella loro vita e nel loro modo di percepire il mondo perché ogni uomo, in fondo, sa già come stanno veramente le cose.
Le donne invece devono comprendere, prima di passare ai prossimi capitoli, che quest'opera può cambiare per sempre il loro punto di vista sul genere maschile. Questo cambiamento può rappresentare un’importante opportunità di crescita personale, di comprensione del senso della vita. La consapevolezza fornita da queste pagine può rivelarsi in futuro un formidabile strumento di governo dell'altro sesso, addirittura trasformarsi nel vero segreto della felicità. Al contempo, può minare in modo irrimediabile le fondamenta su cui ognuna ha costruito la propria esistenza fino ad oggi. In parole povere, se non siete pronte a rimettere in discussione tutto quello che avete sempre pensato a proposito degli uomini, se tremate al pensiero di scoprire la vera natura di vostro marito (fidanzato/amante/convivente), se vi siete affezionate alle vostre aspettative romantiche ABBANDONATE ORA LA LETTURA, PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI. Capitolo precedente
by: filter | mostra commenti (2) | permalink | | cinema | 19/09/2005 Sabina Guzzanti contro l'impero mediatico "Viva Zapatero" è, nonostante il titolo, uno splendido documentario. Si pone un obiettivo piccolo, spiegare un solo, importante problema: la minaccia alla libertà d'espressione e la tentazione censoria della classe dirigente. Sabina Guzzanti naturalmente lo fa a suo modo, con ironia e sarcasmo, ma senza invadere troppo lo schermo, lasciando che siano i fatti e i personaggi intervistati a parlare. Ogni tanto intermezza gli originali con le sue imitazioni, ma la maggior parte delle volte non c'è bisogno: la pochezza di questi nostri potenti è talmente evidente che bastano loro, per far ridere. Interessante per noi pubblico abituato al nulla della programmazione telesiva nostrana, il confronto con gli altri paesi: in Francia si concedono il lusso di prendere in giro Chirac tutte le sere, alle otto, con cattiveria e intelligenza. Dall’Inghilterra invece arriva un piccolo gioiello di satira antimilitarista: anche lì nessuno si sognerebbe mai di censurare un programma comico.
Il pubblico, scaldato dalla presenza dell'autrice in sala, si appassiona e si diverte, prendendo mentalmente appunti quando, in certi passaggi, è la pochezza dell'opposizione a emergere (durante l'intervento di Violante anche i pop corn erano attenti e concentrati...). .
Sabina Guzzanti stupisce ancora, girando un documentario stile Michael Moore meglio di Michael Moore..
p.s: dalla Germania arriva un consiglio ai nostri giornalisti: è la seconda domanda quella importante, non la prima.
by: pas | mostra commenti (1) | permalink | | fatti | 16/09/2005 Prima le donne e i bambiniIn questi giorni le notizie sull'influenza aviaria sono tante, confuse, appaiono e scompaiono, prima terrorizzano, poi minimizzano. Sembra stiano preparando un archivio buono per ogni evenienza. Milioni di morti? L'avevamo previsto, ci han dato delle Cassandre! Nessuna infezione? I soliti catastrofisti, buoni solo a spaventar la gente. E così di scenario in scenario. Oggi il Corriere prova a fare chiarezza su alcuni punti intervistando Giovanni Rezza dell'Istituto Superiore della Sanità. Il dialogo lo trovate qui. Trascrivo solo l'ultima parte: In Inghilterra hanno stabilito che il vaccino disponibile sarà dato prima a medici e altri operatori sanitari, poi alle forze dell'ordine, infine a parlamentari e giornalisti. In Italia c'è qualche criterio del genere che verrà seguito? Non so se sia vero. Ma credo che la strategia più ragionevole sia: prima agi operatori sanitari perché sono contatto con i malati, poi a chi lavora nelle comunità, poi nelle scuole. Parlamentari e giornalisti… ci penserei più di due volte.
Ci penserei due volte anch'io, una volta non si diceva "prima le donne e i bambini"? Giusto gli operatori medici, le forze dell'ordine magari per evitare disastri tipo questo...a fatica, posso anche arrivare a capirlo. Ma i giornalisti e i parlamentari, non ci riesco: così i primi dichiarano lo stato d'emergenza e i secondi ce lo comunicano? Forse son più importanti i fornai, che il pane caldo serve più di un editoriale di Scalfari, in certi frangenti, secondo me...
by: pas | lascia un commento | permalink | | cuochi fatui | 16/09/2005 Cuochi fatui in tournéOggi al Festival Filosofia, Pier Paolo e Simona saranno protagonisti (assieme agli amici dell'Associazione illustratori) dell'incontro Cuochi Fatui, Ricettario Stravagante. Per l'occasione Pier Paolo ha prodotto una nuova, piccola, gustosissima serie di ricette dedicata ai 5 sensi (il tema del festival di quest'anno). Eccone una, le altre seguiranno: OLFATTO Nasello da tartufo Cattura un nasello e mettilo, vivo, nella vasca da bagno. Gli darai da mangiare solo dei tartufi di mare, per circa un mese, fino ad abituarlo e a renderlo dipendente da quel prezioso cibo. Nel frattempo ti prenderai cura di lui, lo accarezzerai e gli parlerai facendogli credere che è un pesce-cane. Mettigli un nome, tipo Olfy o Sniff, e portalo ogni giorno a nuotare fra gli scogli: il suo compito sarà di scovare e portarti a riva i saporiti frutti di mare. Stabilisci con lui un’equa ricompensa, un tartufo per ogni 10 trovati.Quando il nasello morirà, inevitabilmente, per l’accumulo di colesterolo, celebralo cuocendolo al cartoccio. Ma non usare la carta stagnola, meglio sigillarlo in un candido fazzoletto da naso.
by: filter | lascia un commento | permalink | | libri | 15/09/2005 Incendiary
“Caro Osama
ti vogliono vivo o morto così il terrore finirà. Be', di questo non ne sono tanto certa insomma il rock'n'roll non è mica finito quando Elvis è morto sul cesso è solo peggiorato. E subito dopo ti ritrovi con Sonny & Cher…”
7 luglio, Londra: mentre nelle metropolitane e nei bus scoppiava l’inferno, nei magazzini era pronto per la distribuzione Incendiary, il primo libro di Chris Cleave. Prima di quella mattina, il libro era solamente una storia, un’idea: “e se facessero un’attentato in Inghilterra?”. In contemporanea con l’uscita nelle librerie, quell’idea stava diventando cronaca. Se fosse il film di un regista mediocre, il tutto sarebbe montato in parallelo (paura, eh?).
Sembra cinico, ma a livello di marketing non poteva esistere volano migliore. Immediatamente il libro è entrato in moltissimi articoli sui quotidiani di tutto il mondo: da noi Repubblica ne ha pubblicato alcuni estratti già l’11 luglio. Per tutti questo è “il libro che ha profetizzato gli attacchi londinesi”.
Non so qual è il valore reale del testo, ma siccome con me, per incuriosirmi, basta poco, io l’ho comprato. Ora lo leggo, poi vi dirò…
by: pas | lascia un commento | permalink
| | tecnologia | 15/09/2005 Te lo ricordi te il vinile? Da queste parti si è fanatici Apple e non assidui frequentatori di discoteche. Non si è mai partecipato appieno al rito collettivo del sabato sera, non si è mai visto nel Dj il sacerdote di qualche rito. Ogni tanto si va in posti dove mettono musica Rock, niente di ricercato (per chi conosce Bologna: Villa Serena, Estragon...posti così). Beninteso che quanto detto finora non è un considerato un merito. Tutta questa premessa solo per dire che mi ha stupito la tristezza che mi è salita dopo aver risposto all'invito del buon A. e aver visitato questo sito.   Non cambierà nulla nelle mie abitudini, e poi la selezione musicale ha già affiancato ai dischi il portatile, gli mp3 e i cd, questo lo so, eppure l'apparecchio di cui sopra, seppur corredato di due splendidi iPod, emana una freddezza fastidiosa.   Forse è solo l'idea che il Dj non girerà più con le borse piene ma con un gingillo da 500 Euro in tasca, che potrà creare una playlist al mese e far solo finta di selezionare e miscelare suoni, l'idea che così son buoni tutti. Dai, è troppo facile così...
by: pas | mostra commenti (8) | permalink | | uh! | 15/09/2005 15.39 Uh!Capitolo II - Il secondo neurone Dio era arrabbiato. Oddio (si può dire oddio mentre si parla di Dio?) arrabbiato forse non è il termine che rende meglio l’idea. Era infuriato, offeso, adirato, deluso, depresso, demotivato e accusava anche i primi sintomi di un’incipiente colite spastica. Nessuno sa perché invece di incenerire tutto e passare ad altro decise di perseverare. Fatto sta che Dio perdonò Adamo, ma decise di smontarlo per fare qualche modifica. L’esperienza accumulata con la creazione di Eva gli avrebbe permesso di installare ad Adamo un cervello molto sofisticato, ma Dio, si sa, è un tipo pragmatico: “quello che non c’è non si rompe” pensò tra sé e sé. (Bisogna riconoscere che non avrebbe potuto pensare questa cosa tra sé e qualcun altro perché Eva era stata mangiata e Adamo giaceva a pezzetti sul suo tavolo da lavoro. Insomma, c’era rimasto solo Lui nell’universo. Nonostante questo, dopo milioni di anni, un certo Henry Ford se ne uscì con una frase del tutto simile: non è incredibile?) Ma torniamo ad Adamo. Dio decise di installargli un secondo neurone il cui unico scopo era di far sì che desiderasse Eva. Non come cibo, ma come oggetto sessuale. Dio aveva ragionato a lungo sulla cosa. In principio aveva pensato che sarebbe stato meglio creare tra l’uomo e la donna un legame basato su sentimenti nobili come l’amore, il rispetto, l’amicizia, la solidarietà reciproca, il mutuo da pagare ecc. Per fare questo avrebbe dovuto costruire per Adamo un cervello complesso e raffinato, ciò avrebbe creato ritardi, complicazioni, aumento del budget... Aveva già perso troppo tempo, ora voleva vedere dei risultati, li voleva vedere subito. Sognava un mondo pieno di marmocchi sgambettanti. Molto meglio limitarsi alle cose essenziali: l’attrazione sessuale. Per quella un neurone era più che sufficiente. Fu così che Adamo ebbe il suo secondo neurone. Dio lo osservò per un po’: cacciava, mangiava, dormiva (male), cacciava, mangiava, dormiva (agitato), cacciava, mangiava, dormiva (e smaniava), quando cominciò a disegnare donne nude sulle pareti delle grotte invece dei soliti bisonti Dio capì che il secondo neurone funzionava alla perfezione. Ora poteva pensare alla costruzione di una nuova Eva. Procedette usando gli schemi tecnici della prima, gli stessi componenti raffinati, ma sapete com’è… Tu fai una cosa una volta e ti riesce perfetta. Poi questa cosa va perduta e ti tocca rifarla da capo: beh non è più lo stesso. La magia si guasta, la concentrazione si affievolisce, si perde quel non so che. Non si può biasimarlo più di tanto se la seconda Eva venne creata con un po’ meno attenzione, con uno slancio ridotto, senza troppa ispirazione. Insomma, da vedere era bella come la prima, ma fin da subito si capì che quell’equilibrio sublime che animava la prima, in questo modello dava segni d’instabilità. “Io volevo essere bionda!” disse Eva stizzosamente appena aprì gli occhi. Dio, che è amore, e non riesce a negare nulla alle sue creature, le carezzò benevolmente i capelli e questi diventarono di un meraviglioso biondo dorato. Eva si specchiò in uno stagno rimirando la sua immagine incorniciata da splendide ninfee.: “Stavo meglio prima!”. In quel mentre, giunse Adamo ansimante e intento in una battuta di caccia. Istantaneamente arrestò la sua corsa rimanendo folgorato dalla visione di Eva. Dio osservava con apprensione, temeva si ripetesse la scena disgustosa dell’incontro precedente. Adamo sollevò la sua lancia verso il cielo. Reggendola con entrambe le mani danzò e cantò lodando il suo Signore per questo dono tanto atteso. Le lacrime ancora una volta gli rigarono le guance e sembrò non trovare mezzi sufficienti per esprimere la sua gioia. Poi si fermò di colpo. Getto la lancia da una parte e dalla sua gola si levò un urlo gutturale e selvaggio: “Uh, dooooooonaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!”. Poi si lanciò su Eva e la fece sua. Dio era felice, gli uccelli cantavano, la natura era rigogliosa, il sole scaldava il creato. Insomma, questa volta sembrava proprio che tutto andasse per il meglio. Poi successe qualcosa di completamente imprevisto. Dio fu chiamato al telefono, dopo la telefonata disse: “esco un attimo, ma torno subito”.
Da allora non si è fatto più vedere. capitolo precedente
by: filter | mostra commenti (1) | permalink | | blogs | 14/09/2005 16.49 Son cose belleEra un pò che non mi capitava di trovare un blog interessante al punto da leggermi tutti, dico tutti, gli archivi. Ultimamente mi è capitato solo con e io che mi pensavo. Sarà pure scema, come cosa, ma mi ha fatto molto piacere essere inserito (con questo e l'altro blog, quello mio personale) tra le cinque segnalazioni del suoBlog Day Posticipato! by: pas | lascia un commento | permalink | | musica | 14/09/2005 11.54 Una modesta proposta(questa lettera è stata mandata a repubblica, campovbolo.org e al team di organizzatori dell'evento)
Tornare a decollare dal Campovolo è possibile.
Riassumendo: un evento che si voleva epocale è stato rovinato da problemi all’impianto tecnico. La colpa non è di Ligabue, su questo siamo d’accordo, ma paga pegno per chi ha sbagliato (d’altronde nel Guinnes c’è finito lui e non lo staff).
Bene, anzi male, ma questo è quanto. Nonostante le dichiarazioni del Codacons ( sarebbe giusto rimborsare il biglietto), credo che la proposta sia impraticabile per molti motivi, non ultimo il fatto che magari molti il biglietto l’han buttato (non credo sia semplice nemmeno trovare altri 5 milioni di Euro). Anche quella del dvd gratuito a fronte del biglietto mi sembra un’idea irreale.
Le scuse non sono bastate, questo è evidente: erano talmente alte le aspettative che la caduta è stata più dolorosa del previsto.
Come ha intuito Gino Castaldo su Repubblica, le lamentele accessorie (sui bagni, le vie di fuga, le code in strada e l’apertura dei cancelli anche a chi era sprovvisto del biglietto) sono solo un portato dell’andamento della serata. Se l’evento fosse riuscito, non ce ne saremmo neanche accorti.
Dato che percorrendo questa strada non si va da nessuna parte, ma si accumula solo livore, ho una modesta proposta da fare per risarcire simbolicamente noi e fare in modo che anche Luciano Ligabue riguadagni la stima persa.
La proposta è duplice, la scelta naturalmente spetta alla produzione:
1. l’organizzazzione denunci per danni morali e materiali il fornitore dell’impianto, o la ditta che lo ha progettato. Col ricavato (anche se non siamo in America dovrebbe essere una cifra notevole) si possono finanziare quelle associazioni che erano presenti con degli stand a Reggio Emilia (Emergency e Amref).
2. se questo non fosse possibile o praticabile, devolvere il ricavato netto della vendita del dvd alle stesse.
Credo che una presa di posizione del genere metterebbe a tacere l’amarezza dei presenti. Non ultimo è un modo onorevole per uscire dall’impasse per Luciano Ligabue, far parlare ancora di sé positivamente in vista dell’imminente uscita del nuovo album e della prossima uscita del dvd. Nello stesso tempo si aiutano associazioni meritevoli.
Ci aspettiamo una scelta coraggiosa.
by: pas | lascia un commento | permalink | | fatti | 13/09/2005 17.31 DimissioniOggi Diario di Repubblica era tutto dedicato alle dimissioni, pratica che a quanto pare in Italia non sia proprio così diffusa.
Interessanti gli articoli e gli esempi, se si eccettua una lacuna: non era segnalato nemmeno un esempio di lettera di dimissioni, che, seppur raramente, può tornare utile.
Rimedio io, segnalando quella che secondo me è la più bella in assoluto. Qui.
P.s:Non so se anche la vostra, ma la mia copia a pagina 12 riportava due articoli identici sotto due titoli diversi... by: pas | mostra commenti (1) | permalink | | musica | 13/09/2005 16.02 Schianto al CampovoloMentre ci rallegriamo per il comunque inusuale ritrovamento della refurtiva sottratta a casa Ligabue, segnaliamo che qualcuno ha aperto un sito di protesta sull'andamento del concerto del 10 settembre, quello di cui ho parlato qui. Il sito è www.campovolo.org. Caldamente consigliata la visione dei filmati! La rete, ancora una volta, si dimostra più veloce e sincera delle varie markette viste sui tg negli ultimi giorni... by: pas | lascia un commento | permalink | | uh! | 13/09/2005 11.35 Uh!Capitolo I - Il primo neurone In principio Dio creò Adamo e vide che era cosa buona (per millenni teologi e filosofi si sono chiesti se Dio ci vedesse bene, ma questa è un’altra storia). Adamo gli era venuto proprio benino, aveva tutte le sue cosette nei posti giusti, correva, saltava, dormiva. Dio era soddisfatto ed era impaziente di capire se sarebbe riuscito a cavarsela nel mondo che aveva creato per lui. Lo aveva dotato di un grosso neurone incastrato al centro della scatola cranica. Il neurone, oltre a sovrintendere tutte le principali funzioni fisiologiche aveva il compito di generare l’istinto di sopravvivenza e le capacità necessarie a procurarsi il cibo. Alla sera del primo giorno Dio regalò ad Adamo una gallina. Allora Adamo disse: “Uh, pollllo” e si gettò sull’animale divorandolo vivo e con tutte le penne. Dio osservò la scena lievemente perplesso, si gratto la barba e decise di aggiungere qualche dotazione software alla sua creatura diletta. E così fece, corredando il mononeuronale Adamo di una libreria di istruzioni supplementari del tipo: “guarda che se spenni la gallina prima di mangiarla la digerisci meglio” oppure “è molto meglio se prima di ficcartela in gola la uccidi” o anche “mastica sempre 32 volte prima di inghiottire”, insomma tutte cosette utili che molto tempo dopo diedero origine al moderno Galateo. Dio era mortalmente annoiato, capì che ci voleva di più. Capì che se oltre ad Adamo ci fossero stati altri uomini la cosa si sarebbe fatta più divertente. Capì anche che non poteva passare tutto il suo tempo a fabbricare uomini e che bisognava escogitare qualcosa in modo che gli uomini si facessero da soli: capì che doveva creare la donna. Che idea la donna. Un progetto così ambizioso risvegliò in un istante il suo entusiasmo. Fabbricare la donna non era come fabbricare Adamo, si trattava di progettare un essere in grado di creare la vita, quindi qualcosa di molto simile a un Dio. Questa sì che era una sfida avvincente. Dio si mise subito al lavoro, ma per arrivare al modello definitivo ci mise un sacco di tempo. I problemi più grossi li ebbe con la miniaturizzazione dei componenti, ma alla fine nello stesso spazio in cui in Adamo aveva alloggiato un neurone, riuscì a farne entrare alcuni miliardi. Quel giorno Dio finì la donna e la chiamò Eva. Eva era una creatura sublime, un oggetto infinitamente complesso, intriso di sfumature ed equilibri virtuosistici. Per creare quell’essere Dio aveva incanalato decine di differenti flussi e tensioni energetiche che si compensavano tra loro con precisione inimmaginabile. Solo da quel groviglio di forze primordiali sapientemente orchestrate poteva infatti compiersi il miracolo della nascita di una nuova vita.
Dio era così felice che aveva le lacrime agli occhi. Sollevò Eva e la osservò alla luce delle stelle, poi l’avvicinò al sole per guardarla nei più intimi particolari. Era perfetta, assolutamente perfetta in ogni dettaglio, in ogni sfumatura della pelle, in ogni ciocca di capelli, dalle ciglia alla punta delle dita dei piedi. Pieno di orgoglio ed di emozione Dio chiamò Adamo proprio all’alba di un nuovo giorno. Depose Eva davanti a lui al centro di un prato di erba tenera e verde, voleva che lo scintillio della rugiada la rendesse ancora più meravigliosa di quanto già non fosse.Allora Adamo aprì gli occhi, li richiuse e li strofinò con forza. Certo non poteva credere a ciò che vedeva. I raggi dell’alba incoronavano Eva di una luce soprannaturale. Quell’aura danzava morbidamente sulla pelle dei fianchi e dei seni, i capelli sembravano una magica criniera di seta appena scompigliata dalla brezza gentile del mattino. Gli occhi di Adamo erano ora imperlati di lacrime, come lo erano stati quelli di Dio stesso al cospetto di un così folgorante spettacolo. Allora Adamo si inginocchiò e alzò le braccia al cielo lodando il suo Signore per tanta benevolenza. Poi si alzò sulle gambe rese tremule dall’emozione e urò: “Uh, polllllloooooo” si avventò su Eva e la mangiò ricordandosi di masticare ogni boccone almeno 32 volte. capitolo successivo
by: filter | mostra commenti (6) | permalink | | fatti | 12/09/2005 22.48 Don't mention the warPer sei mesi ho abitato con un ragazzo etiope di 36 anni. Stasera è venuto a trovarmi, doveva andare in America ma non è riuscito ad ottenere i visti necessari né all’ambasciata americana in Svezia, né in quella italiana. Il motivo è che, dato che non ha famiglia o lavoro in Italia (ma una moglie e un figlio di un anno in Etiopia), non ha alcun motivo per tornare qui. E per legge in America chi ci va da studente vuole rimanerci a vivere e lavorare, proprio non può non innamorarsi degli USA.
Appena arrivato, non sapeva una parola di italiano, e consultava spesso un frasario della Lonely Planet. L’ho sfogliato anch’io, una volta, e ho ricopiato questa citazione:
DON’T MENTION THE WAR
Italians are great communicators so you shouldn’t have too much trouble striking up a conversation. Talking about the Mafia, Mussolini and the Vatican, however, could see the conversation come to a premature halt. Try topics such as Italian architecture, films, food and soccer.
Lonely planet phrasebooks Italian pag. 95
Devo scappare: ora mangio poi guardo un film e appena consegnata la formazione del fantacalcio ho la biografia di Renzo Piano da concludere…
by: pas | mostra commenti (2) | permalink | | musica | 11/09/2005 15.21 Volevo essere gli U2
Campovolo, Reggio Emilia, 10 settembre 2005. 200.000 mila persone, recordo del mondo di presenze, "un concerto che vale una carriera" , dice Gino Castaldo su Repubblica. In realtà, la cosa più vera sul concerto di ieri ce la dice quest'agenzia di ieri sera: migliaia di persone hanno passato la prima metà del concerto a fischiare e urlare contro gli organizzatori, i fonici, lo stesso Ligabue. I cori più soft erando del tenore di "Buffoni!", "Ladri!", i più hard potete immmaginarli, il più divertente quando migliaia di voci hanno intonato, per intero "Albachiara" di Vasco Rossi, il grande rivale.
Quello che è vero è che l'impianto era pessimo, il suono arrivava poco e male, le immagini sui maxischermi erano o in ritardo di 3 secondi o in anticipo di 2. Più di metà del pubblico non ha partecipato all'evento direttamente: ha gurdato una tv in differta rispetto ad un suono mediocre. Anche lo show, a volerva dire tutta, è stato esattamente come tutti si aspettavano: il solito concerto di Ligabue, le stesse scenette dal 1995 (Mario e la scopa-chitarra), le stesse parole per presentare le canzoni. Niente di nuovo sopra o sotto il palco.
Gli eventi si preparano con cura, soprattutto se a rispondere sono 200.000 mila persone.
Comunque Ligabue dal vivo pensavo meglio, molto meglio.
P.s: Anche i più polemici, quando Ligabue si è avvicinato hanno inizato a strapparsi i capelli, quasi. Gli stessi che trenta secondi prima urlavano "Buffone!". Il Pubblico, qualsiasi Pubblico, è una capra. Punto.
P.p.s: Nessuna soddisfazione, nessuna, nel leggere questa notizia. Però un sorrisetto, piccolo piccolo...
by: pas | mostra commenti (1) | permalink | | musica | 08/09/2005 11.33 La vita, amico, è l'arte dell'incontro"Quanto mi dai se mi sparo?" è un libro che ho iniziato da una settimana, il racconto di un cantante che ha avuto molto successo da giovane ma che la sua casa discografica scarica, perchè troppo vecchio, e noi abbiamo un pubblico di ragazzini. Decide allora di provare con una particolare operazione marketing, quella del titolo, spararsi per far riprendere le vendite...
Ancora non so come andrà a finire, leggo però che l'autore Sergio Endrigo, è morto ieri, e che presto invece di un funerale verrà organizzato un concerto in sua memoria. Ultimamente l'avevo sentito su radio 3 raccontare del suo Brasile, della sua vita, delle canzone scritte con Gianni Rodari e con Vinicius De Moraes: mi era sembrato un signore elegante, affezionato a un mondo, artistico ma non solo, ormai scomparso.
In rete lo salutano in tanti, probabilmente più per il suo libro che per le sue canzoni, ma forse anche con più dispiacere e sincerità di quanto non si farà, nei prossimi giorni, altrove. Fate un salto qui e qui, per iniziare, e poi proseguite a caso: si possono fare incontri interessanti anche così.
  "Mi piace la calma, la buona tavola, i buoni amici, i buoni libri, la pesca subacquea, i francobolli, le armi antiche, gli animali, i luoghi non affollati. Non mi piacciono i dritti, i disonesti, i dilettanti presuntuosi, le salse agrodolci, i seccatori, gli invadenti, gli animali che mordono. Amen"
by: pas | mostra commenti (1) | permalink | | politica | 07/09/2005 12.03 Primarie si, primarie no, primarie fantasma...Ora non è che se decidono di fare delle primarie inutili (quasi senza programma, a candidato già scelto) poi noi si debba per forza stargli dietro, e leggerne, e scriverne e discuterne. Questo no. Però questo outsider che pian piano si sta facendo conoscere, merita qualche attenzione. Da quanto ho capito, finora, lo presentano meglio gli altri di quanto non faccia da solo, ha un programma di tre punti che è intelligente ma non eccezionale (diciamo che non brilla nè per inventiva nè per indicazioni fattuali, difetta del come) e sta ricevendo molte porte in faccia dai ds e dalle feste dell'Unità, cosa che per esempio non è piaciuta nemmeno a uno dei massimi sostenitori delle primarie, Pasquino. Eppure, forse di tutto il barnum del prossimo ottobre, quest'uomo sarà l'unica cosa da ricordare... by: pas | lascia un commento | permalink | | fatti | 06/09/2005 12.14 La notte del SuperdomeLa trama è quasi un clichè: dopo un improvviso venir meno di tutto quello che è chiamato civiltà e su cui si basa la convivenza, l'uomo si riscopre animale da preda, sveste i panni sociali e ritorna bestia. Nel piccolo delle esperienze quotidiane, la notte del famoso blackout ero in strada a Cervia. La scena fu questa: sabato notte, camminavo tra le vie che uniscono "la pineta" all' "idroscalo", due noti locali fighetti della riviera (perchè ero lì, è un'altra storia). Dopo l'improvviso blackout totale, il panico. Non esistevano più le divisioni tra strade e marciapiedi, tra "pubblico" e "nascosto". Uomini e donne, uniti nel delirio, pisciavano bellamente in mezzo alla strada, incuranti delle centinaia di persone intorno e dei fari delle macchine che, di tanto in tanto, le illuminavano. La trama è quasi clichè, dicevo. Tanto che alcuni romanzi, molto noti, la ricalcano pari pari. Per fare solo tre esempi: il signore delle mosche, la notte del drive in, il condominio, e volendo possiamo aggiungere quel pappone di reality che è l'isola dei famosi. Ma anche se la trama è quasi un clichè, non riesco a non stuprimi a vederla trascinata nel reale, leggendo questo. Alcuni estratti: "I racconti di quello che è successo per quattro giorni nell'inferno del Superdome sono raccapriccianti. Racconti dell'orrore. Una violenza fatta non solo di sopraffazione e di arroganza dei più forti e organizzati nei confronti dei più deboli e più indifesi. Ma di torture fisiche e psicologiche, di pretese perverse e maniacali, di regole stabilite e imposte a seconda dell'umore dei capi.
Quattro giorni senza legge che si sono trasformati nell'apoteosi della brutalità. Ben presto i boss, alcuni girando con dei machete che brandivano minacciosi, sono diventati i padroni di questo teatro della sofferenza. Centinaia famiglie spaventate e confuse, coppie di anziani abituate ad una vita semplice e regolare, studentesse e commesse dei negozi, fidanzati, ragazzi e bambine, mamme e papà, hanno convissuto quattro giorni e quattro notti con banditi e tagliagole.
Dentro il Superdome non c'era cibo e quel poco che si trovava veniva pagato a peso d'oro. Stessa cosa per l'acqua, per le sigarette, per una coperta, un cuscino, una pila. "Bisognava organizzarsi", racconta Dave, 20 anni, studente di Medicina all'università della città. "Per difendere la roba da mangiare, per dormire, per lavarsi. Facevamo dei turni anche per dormire. Qualcuno si era portato la pistola dietro e la teneva bene in vista".
Ma l'incubo era il bagno. Ce n'erano trenta, sparpagliati al piano terra del grande stadio dell'Nba, il campionato nazionale di basket americano. Era il posto preferito per gli assalti e gli stupri. Sembravano favole, storie nate da qualche mente troppo fantasiosa. Ma nei rapporti della polizia della città, si racconta di peggio. La testimonianza di Africa Brumfield, 37 anni, donna ovviamente di colore, come del resto la stragrande maggioranza di quelli rimasti ad affrontare "Katrina", ha squarciato il velo della vergogna. "Andare al bagno da sola", ha raccontato alla polizia e poi confermato ai colleghi della Bbc, "era impossibile. Chi lo faceva rischiava di essere violentato o sgozzato".
Una vittima è uscita sconvolta dai bagni. E la gente, stanca dei continui soprusi, ha preso coraggio, si è ribellata e si è fatta giustizia da sola. Lo stupratore è stato individuato, preso e linciato. C'è voluto l'intervento dell'esercito, i primi 3000 soldati accorsi dopo l'ennesimo appello disperato del sindaco Nagin, per riportare un barlume di umanità in quella era diventata una giungla." E non c'entra l'America, la cultura della forza e del dominio, non c'entrano nè la politica nè gli ideali, non c'entrano nemmeno gli stili di vita o la cultura. E' che siamo proprio bestie. E non perdiamo occasione per dimostrarlo. Nulla più. Al massimo, qualora lo vogliate, potreste prenderlo come elemento a favore dell'ipotesi evoluzionistica. Eravamo bestie, e si sa che il frutto non cade mai molto lontano dall'albero. by: pas | mostra commenti (2) | permalink | | tecnologia | 02/09/2005 17.13 Se Katrina taglia i filiGestire le comunicazioni dopo il passaggio dell'uragano Katrina significa confrontarsi con una porzione di territorio riportato istantaneamente indietro di un centinaio di anni. Niente telefono, elettricità, internet, cellulari e migliaia di persone con le quali non si riesce a comunicare in alcun modo. Dopo il disastro rimangono in piedi solo un pugno di server alloggiati in un edificio risparmiato da vento e acqua e alimentato grazie ad un gruppo elettrogeno: troppo poco. Ecco allora che verranno spediti sul posto un paio di nuovi aggeggi definiti "non-lethal sonic devices" in grado di proiettare messaggi audio a distanze enormi. Gli apparecchi sono stati sviluppati per finalità militari (e figuriamoci se non era così) e sono in grado di focalizzare le onde sonore concentrandole in un fascio, un po' come si fa con la luce laser. In questo modo è possibile far arrivare il suono davvero molto lontano (si parla di un miglio, quindi circa 1.600 metri), o massacrare i timpani di una folla di rivoltosi rendendoli inoffensivi. Si spera così di aiutare i soccorritori a comunicare con i sopravvissuti impartendo consigli e istruzioni di evacuazione. Per chi legge l'inglese, qui c'è tutta la storia. by: filter | lascia un commento | permalink | | comunicazione | 01/09/2005 12.41 La rivolta dei giusti?Oggi su Repubblica appare il paginone promesso da Beppe Grillo ai lettori del suo frequentatissimo blog. Lo ha fatto davvero, ha comprato una pagina pubblicitaria per dire a Fazio di lasciare il proprio incarico da governatore della Banca d'Italia. Ma perché l'ha fatto? Se lo chiedono in molti, così come molti vedono in questo tipo di attività di controinformazione di Grillo un mero meccanismo per mantenere alta l'attenzione su di sè. Io invece spero (e sperare è già molto di questi tempi), spero che sia cominciata la rivolta dei giusti (discuteremo un altra volta sull'appropriatezza del termine 'giusti'). Spero che si stia arrivando a quel punto in cui le persone dotate di intelligenza e senso critico, schifate oltre ogni ragionevole possibilità dalla situazione italiana (e non solo), comincino a muoversi. I meccanismi della politica sono impotenti e incapaci, non solo di trovare risposte ai problemi, ma addirittura di esprimere opinioni anche solo teoriche. Non c'è più nessuno a cui si può fare riferimento e quini, viva la libera iniziativa. Ecco perchè il mio sì all'azione di Grillo è deciso e incondizionato. Non mi interessa se il ritorno d'immagine sarà tutto a suo favore: vado a fare il bonifico. by: filter | lascia un commento | permalink | |
|